Non si parla che di AI.
All’inizio del 2025 il tema globale nella tecnologia è AI.
In molti considerano AI una bolla. Scettici che si appellano ad una capacità di immaginazione rasente allo zero dichiarano “fuffa” questa nuova trovata pubblicitaria, una nuova proposta commerciale.
Cosa è l’AI
Ma cos’è l’AI? Ci troviamo spesso immersi in discussioni i cui temi sono, a volte, mal definiti. Ognuno di noi ha in sé un “contorno” delineato dalle nozioni apprese più o meno volontariamente su un qualunque argomento e prosegue, percorrendo fasi della discussione, nella convinsione non solo di avere la corretta definizione dell’argomento ma anche l’inconscia certezza che per tutti gli altri non possa essere, in definitiva, differente da quello che è per noi.
AI o Artificial Intelligence non è quello che il termine significa nella sua grammaticale traduzione.
Inoltre, per quanto ne sappiamo, e ne sappiamo poco, qualcosa, per il fruitore, non è mai quello che è per il fornitore.
Questo significa che, spesso, se mi viene dato in uso un frullatore, io potrei ritrovarmi facilmente ad utilizzarlo per tritare le spezie.
Sfumature, ma sono comunque disallineamenti importanti. Essere allineati invece, è molto importante, per sicurezza e riuscita nell’utilizzo.
CAVIE: tutti
Il 2025 sarà ricordato come l’anno in cui la specie umana, tutta, senza nessuna eccezione, è stata data in pasto all’AI, all’intelligenza artificiale.
Dopo anni di sviluppo servivano dei test. E cosa sarebbe mai potuto essere migliore dell’intero globo come tappeto di esercizio per l’AI? Nulla di più elementare, saltando a piè pari la questione etica e morale di ciò che si stava facendo.
Il problema è che la razza umana non era addestrata, né quindi preparata, ad essere cavia dell’AI con l’evidente risultato di aver aberrato sé stessa nel tentativo di trovare un posto nell’equazione.
Ci è stata data la possibilità di “utilizzare” l’AI per tutto quello che abbiamo potuto immaginare di aver bisogno. Il risultato è stato un progressivo costante indebolimento delle nostre capiacità: di analisi, di calcolo, di valutrazione, di ricerca e di molto altro.
Ci siamo fidati senza alcuna ragionevole valutazione sull’assenza di storia di questa nuova entità del nostro presente. Non sapendo da dove provenisse, chi l’avesso realizzata, perchè lo avesse fatto e come.
Cosa potrebbe essere
La fantasia, che ancora ci è concessa, ci offre la possibilità di fantasticare sulla natura dell’AI:
- un algoritmo che simula il pensiero e l’intelligenza umana (ma perché dvorebbe?)
- un portale per parlare con Dio
- un portale per parlare con gli alieni
- un gioco di società
- uno specchio per trattare con il nostro super io
- un elaborato software che incarna la personalità di ciò che vorremmo essere e sapere per poterci istruire e guidare verso l’emancipazione