Un rebuild di internet era nell’aria. Per lo meno dietro i sipari delle vetrine di internet.
Gli addetti al mestiere hanno sempre saputo che la struttura di internet, per lo meno quella che abbiamo conosciuto fra il 1995 ed il 2025, non poteva reggere per molto.
Che si trattasse di un far-west senza nessuna legislazione era ovvio, benché si siano visti, nel corse degli ultimi 20, fievoli tentativi di creare una sorta di normativa o legislazione intorno al tema “web” per lo meno per temi più scontanti, ad oggi non esiste ancora una vera e propria rassicurazione sullo scambio di dati digitali, sia che si tratti di transazioni economiche, che si tratti di flussi audio o video, che si tratti id fasci di bit per la rappresentazione dei contenuti sullo schermo.
E non che questa ultima volce sia meno rilevante delle precedenti nominate, tutt’altro, abbiamo visto infatti come sia migliore, a volte sbagliare una transazione economica piuttosto di una alterzione della notizia.
Eppure la grande domanda è sempre stata questa: cosa deve acceddere perché si renda inevitabile l’innesco di una serie di azioni e reazioni che portino all’abbattimento dell’attuale struttura di internet a favore di una versione 2.0?
La risposta è stata: “l’intelligenza artificiale”.
Benché ci sia in questa location digitale un intero libro che tenti di trattare l’argomento è altresì vero c he il concetto può essere riassunto in poche matematiche parole:
L’introduzione dell’intelligenzxa artificiale nelle nostre vite, nel nostro quotidiano, a disposizione di tutti senza un vero e proprio critorio né per l’uso né per la produzione di contenuti, ha rapidamente fatto sì che, online, nulla potesse essere considerato più credibile.
Non un discorso, non un post, non un video e neanche una trasmissione in streaming. Nulla può essere dimostrato come “vero”. Tutto può essere altrerato digitalmente in una forma altrettanto credibile rispetto all’originale e non c’è modo per cui si possa eludere il problema, per lo meno in questa versione (siamo all’inizio del 2026) di Internet.